Decreto Rilancio: novità e chiarimenti sull'Ecobonus

In questi giorni sentiamo continuamente parlare dell’ormai famoso “Ecobonus” stanziato dal Decreto Rilancio, ma è opportuno fare dei chiarimenti a riguardo per eliminare le informazioni sbagliate che sono state fatte passare da un sistema pubblicitario viziato.

L’annuncio del nuovo Ecobonus ha subito generato interesse nelle persone, raggiungendo un traffico di domanda molto elevato nel giro di pochissimo tempo.

Questo è sostanzialmente dovuto dal fatto che è stato fatto passare un messaggio sbagliato di quello che è effettivamente il bonus e dei requisiti necessari per potervi accedere.

Il messaggio che sino ad ora è circolato è stato infatti quello che le persone hanno la possibilità di ristrutturare e migliorare la classe energetica della propria abitazione in maniera gratuita.

È inutile dire che molte aziende hanno approfittato di questa situazione di disordine per promuovere messaggi del tipo:

"Il fotovoltaico adesso è gratis!", "L'impianto fotovoltaico te lo paga lo Stato!", "Con noi ottieni la priorità per ottenere il nuovo Ecobonus!", "Nuovi infissi: adesso non devi spendere più un euro”.

Sebbene queste parole possono essere molto attraenti, bisogna ricordare che è bene essere prudenti per non essere tratti in inganno.

Una comunicazione sbagliata genera infatti questo: tanta confusione e un passaggio di informazioni errate.

Ed è per questo motivo che la trasparenza del nostro operato ci costringe a mettere in chiaro alcuni punti.

Il primo presupposto per poter ottenere il tanto chiacchierato Superbonus è il miglioramento di almeno due classi energetiche del proprio edificio.

Le agevolazioni sono sono infatti previste per interventi consistenti che modifichino in modo sostanziale l’efficienza del proprio edificio, incentivando di conseguenza i lavori edili.

Quindi se ti stai chiedendo se è possibile ottenere il 110% di Ecobnus installando solo l’impianto fotovoltaico, la risposta è NO!

Se il tuo scopo è invece quello di preservare l’ambiente e risparmiare sui costi in bolletta, arrivando addirittura ad azzerarli, allora questo è già possibile grazie all’installazione di una soluzione evoluta come la Smart Grid.

Alcune specifiche

Rivedendo brevemente le agevolazioni introdotte dal nuovo Decreto Rilancio, per poter usufruire dell’Ecobonus c’è bisogno di apportare modifiche sostanziali alla propria abitazione, con l’obbligo di guadagnare almeno due classi energetiche, dove possibile, o accedere alla classe energetica superiore.

Come viene riportato in tabella, è possibile abbinare il fotovoltaico ad altri tipi di intervento per migliorare la classe dell’immobile, ma non verrà applicato nessun bonus per la sola installazione dell’impianto.

Occorre inoltre ricordare che ottenere un miglioramento di almeno due classi energetiche comporta costi elevanti poiché sono da tenere in considerazione alcuni accorgimenti come:

  1. Sostituzione caldaia a combustione con pompa di calore: la prima porta l’acqua calda ai termosifoni, con una temperatura di mandata di 70°C; la pompa di calore genera invece una temperatura di 45°C che risultano essere non sufficiente per scaldare l’ambiente. 

    Quindi, al fine di poter installare una pompa di calore e migliorare l’efficienza energetica, è necessario installare in sistema di riscaldamento con radianti a pavimento che consentono di lavorare a temperature più basse e garantire il riscaldamento dell’ambiente. 

    Ma il rifacimento di questi impianti non rientra nell’Ecobonus. 


  2. Pompa di calore ibrida: rientra nell’Ecobonus ma è abbinata ad una caldaia a condensazione che garantisce solo in parte in risultato desiderato, non facendo guadagnare classi energetiche.


  3. Cappotto termico: buon alleato per migliorare l’efficienza dell’immobile e guadagnare le due classi energetiche. Ma bisogna considerare che anche gli infissi sono una componente essenziale per avere un involucro efficiente. 
E questi, ovviamente, sono esclusi dall’Ecobonus, generando così costi extra.

In caso di intervento di ristrutturazione edilizia già in essere (art. 3 comma 1 lettere d) e) f) - DPR nr. 380/2001) è possibile usufruire dell’Ecobonus nella forma del 110% erogato come credito di imposta in 5 rate annuali. Inoltre è stat introdotta la possibilità di cedere il credito a banche o intermediari finanziari chiedendo lo sconto in fattura.

Per riassumere

Come ultima analisi per poter beneficiare del credito d’imposta del 110% sul proprio fotovoltaico bisogna anche tener conto che:

  • bisogna disporre di una Certificazione energetica (APE), pre e post intervento sull’immobile;
  • c’è bisogno di relazione e progetto Ternotecnico per definire la miglioria energetica è necessario guadagnare ameno due classi energetiche o conseguirne una più alta (es. da classe C a classe A / da classe A3 ad A4);
  • viene fissato un tetto massimo di spesa per gli interventi di efficienza;
  • la spesa per impianto fotovoltaico e accumulatore non può essere superiore a € 48.000;
  • la detrazione per il fotovoltaico e accumulatore non può essere cumulata con altri incentivi statali;
  • si ha l’obbligo di cedere gratuitamente al GSE tutta l’energia prodotta in eccedenza.
Team Bruschini

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