Ripresa economica post-coronavirus all’insegna di politiche green

Il covid-19 ha letteralmente stravolto la vita di tutti, non solo dal punto di vista sociale e sanitario, ma anche a livello economico.
Lo scenario post covid si caratterizza infatti da: file di disoccupati, Pil in caduta libera e recessione.

In un momento storico così delicato, in cui la pandemia da Coronavirus ha paralizzato società e industria e sconvolto qualsiasi previsione a riguardo, è necessario sapere su quali strumenti poter contare.

Tra questi, si sta avvertendo l’esigenza di puntare sulle politiche “green”. 
Da un punto di vista prettamente ecologico, la pandemia ha dato la dimostrazione che il sistema economico non può esimersi dal ridisegnare un nuovo approccio per il pianeta.

Nei pacchetti legislativi proposti dopo la crisi finanziaria del 2008, i governi non erano riusciti a dare valore al potenziale di riduzione delle emissioni di carbonio e mancavano iniziative realizzabili e pronte a partire.

Negli ultimi tempi invece, molti Paesi si sono resi conto che non è più possibile sottovalutare certe priorità, tanto è vero che l’emergenza ancora in corso ha ridisegnato i meccanismi sociali di concepire il lavoro, l’occupazione e l’ambiente.

Secondo degli economisti di fama mondiale, tra cui il premio Nobel Joseph Stiglitz e Nicholas Stern, è possibile risollevarsi dai danni causati dal Covid-19 grazie a politiche "green", in grado di ridurre le emissioni di gas a effetto serra con investimenti a favore delle energie pulite. 

Ma non solo: investire nelle energie rinnovabili significa creare un maggior numero di posti di lavoro, offrire maggiori rendimenti nel breve termine ed ottenere un risparmio sui costi sul lungo termine, rispetto agli stimoli fiscali tradizionali.

Gli aiuti che gli Stati Uniti hanno deciso di mettere sul campo potrebbero al tempo stesso sia rafforzare che sostituire parzialmente l'attuale sistema economico caratterizzato da un alto consumo di combustibili fossili.

L’adozione di energie rinnovabili sembrerebbe essere in grado di creare occupazione ed aumentare il reddito locale sia nei mercati sviluppati che in quelli in via di sviluppo.

Infatti, la realizzazione di infrastrutture per l’energia pulita in futuro, avrà bisogno di maggiore manodopera e di conseguenza creerà nuovo posti di lavoro rispetto agli investimenti nei combustibili fossili.

Il Covid-19, con il suo carico di angoscia, potrebbe essere dunque l'occasione per ripensare l'economia.
Si parla di riqualificazione dei lavoratori in nuovi settori, quali le nuove tecnologie e le energie rinnovabili per sopperire alla disoccupazione post pandemia.

Insieme a tutto questo, si aggiungono gli investimenti in infrastrutture di connettività degli edifici, quali, ad esempio, la banda larga e la ricarica dei veicoli elettrici, nonché investimenti per la resilienza e la rigenerazione degli ecosistemi.

In quest'ottica, è possibile guardare il Coronavirus come un'occasione per porre rimedio a un mondo che stava – e sta ancora – comportandosi ogni giorno come se le politiche “green” e gli investimenti in energia pulita potessero essere una libera scelta e non un dovere per salvare il nostro mondo.

Affrontare il cambiamento climatico inoltre, sarà un punto centrale dell’agenda politica post coronavirus.

Mai come adesso quindi, vi è l’esigenza di andare avanti verso la giusta direzione che sembrerebbe essere quella legata agli investimenti in politiche “green”.

Team Bruschini

Team Bruschini

Crediamo nella cultura del risparmio energetico, nell'utilizzo di fonti rinnovabili che siano in grado di sostituirsi per semplicità ed efficienza agli idrocarburi.

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