Il vero motivo per cui facciamo questo lavoro

Le dita frettolose che slacciano le scarpe numero 35,
i sorrisi tra me e mio padre ed il nostro sguardo complice,
tipico di chi sa che sta compiendo un gesto trasgressivo, ma non di quelli per cui la mamma potrebbe seriamente sgridarci.

E poi eccola, quella sensazione che ricordo ancora perfettamente, nonostante i tanti anni passati, i piedi nudi ed il contatto con l’erba...fresca, a volte addirittura “troppo” fresca, quasi volesse ricordarci la differenza tra primavera ed estate.
Le corse in lungo e in largo per l’intero prato, gli occhi pieni di tutto quel verde brillante, il profumo di natura a riempire entrambe le narici e… la felicità.
La mia felicità.

PERCHÉ

Le persone iniziano un lavoro, una relazione, qualsiasi attività perché mosse da qualcosa. Una spinta, un’emozione, un moto che può essere razionale o irrazionale, consapevole o inconscio.

Ogni giorno compiamo delle azioni perché letteralmente attratti (dal latino ad-trahere, tirare a sé) da qualcosa che può essere un oggetto, una persona o, più semplicemente, un’idea o un ricordo.

Ecco, questo è esattamente ciò che è capitato anche a me e a mio fratello quando abbiamo deciso di intraprendere il nostro percorso verso il mondo dell’energia rinnovabile.

Probabilmente non è nemmeno esatto parlare di un percorso scelto. Abbiamo più che altro seguito una strada che, nel corso degli anni, si è delineata in modo spontaneo, grazie ad un’infanzia e ad un’adolescenza dettate dallo stretto contatto con la natura.

Quando un nostro cliente ci chiede “Perché lo fate?” la nostra risposta è sempre tanto semplice quanto spontanea: “Perché crediamo che qualcuno debba fare qualcosa per l’ambiente e per il futuro”

E, aggiungerei, la forza di questo concetto sta probabilmente nella compresenza di questo qualcosa e di questo qualcuno. Un qualcuno di cui ci sentiamo parte, un gruppo con responsabilità condivise e le cui azioni finali sono sempre date la somma dei singoli gesti di ognuno.

Insomma, non ci è mai capitato di dire…“PERCHÉ… PROPRIO NOI?”

Conoscete il fenomeno della “diffusione di responsabilità”?
Parafrasando una delle tante descrizioni esistenti, possiamo dire che si tratta di: “…un fenomeno sociopsicologico per cui una persona ha minori probabilità di assumersi responsabilità per un'azione quando altri sono presenti. L'individuo assume che gli altri siano responsabili di agire o che abbiano già preso tale responsabilità. Il fenomeno tende a presentarsi in gruppi di persone sopra un certo numero e quando la responsabilità non è specificatamente assegnata. La diffusione accade invece raramente quando la persona è sola, e aumenta con gruppi di tre o più persone”.

Ecco, la sensazione, in tanti anni di lavoro in questo settore, è che questo fenomeno sia particolarmente presente quando si parla di rispetto per l’ambiente e futuro del nostro pianeta.

Il singolo tende a vedere la futilità del proprio gesto rispetto alla grandezza del problema e, di fatto, spesso non compie alcuna mossa.

Per noi, invece, non solo è fondamentale che ognuno si adoperi per creare le migliori condizioni di vita possibili, ma che si ricordi più spesso il motivo per cui lo fa.

Sì, so cosa stai pensando: “mi vorresti fare credere che non lo fai anche per altri motivi come l’indipendenza o il riscontro economico?”
Certo, ma non credi questi possano essere obiettivi che avrei potuto raggiungere anche seguendo altri percorsi?

E invece ho intrapreso l’unico possibile.
Quello che, alla base, aveva la motivazione più forte: il ricordo della mia felicità.

Matteo Bruschini

Matteo Bruschini

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